martedì 5 maggio 2009

Nello stato di Rondonia

Nello stato di Rondonia la gente sorride allo straniero, ascolta musica ad alto volume, si veste bene ed é molto religiosa. Si ama e ama ballare compartire parlare domandare sorridere. La gente di Rondonia é felice e si gode la vita. Dall altro lato del fiume vive un popolo differente. La gente vive in villaggi isolati e non amano il forestiero, anche se viene da poco lontano. Se uno dei pochi viaggiatori domanda, la risposta sará sempre sbagliata e fuorviante. In questa terra inospitale i germi la fanno da padrone e sono alleati stretti degli abitanti e la sera si ubriacano tutti insieme, urlando e litigando, rubandosi il portafoglio e qualsiasi altra cattiveria che gli passa per la testa. Un fiume divide i due popoli, e il viaggiatore solitario si chiede come la sola larghezza di un fiume possa racchiudere una differenza cosí grande.

venerdì 17 ottobre 2008

Piccolo studio su una piccola comunita' Aymara e ultima intervista


L'altra notte ho dormito nell'Isola della Luna, a casa di Francisco, vicepresidente della comunita' di Koati, 35 famiglie e 100 abitanti sparpagliati sul lato sud dell'isola a nord le rovine inca, 60% femmine, lingua ufficiale: Aymara. La comunita' e' autosufficiente, autoproduce il suo cibo (alleva pecore, mucche e trote e coltiva ortaggi frutta e spezie) , si raduna per costruire il muro della scuola, prende decisioni in assemblea, vive in armonia minacciata dal solo turista,,,

Francisco mi racconta della speranza che tiene il suo popolo, dei cambiamenti positivi che ci sono stati dall'avvento di Evo, della manifestazione di lunedi', quando si decideranno i destini dei boliviani.

domenica 5 ottobre 2008

Un'altra intervista


Questa volta e' il turno di Ricardo di La Paz, meticcio bianco, 40 anni, divorziato, bella presenza, militante della Falange Socialista Boliviana. Il suo movimento e' nazionalista per lo sviluppo di una forte industria boliviana inspirandosi al modello fascista di Mussolini e Franco:

Perche' combattere Evo Morales se nella Nuova Costituzione parla di autonomia?
Perche' l'autonomia e' solo per gli indigeni campesinos, non per gli abitanti delle citta' e per le altre classi sociali.

Esiste la possibilita' di una guerra civile? Tra quali fazioni?
Si, tra Oriente e Occidente. Evo Morales e' di etnia Aymara e da quando e' al potere si sta' creando un odio razziale tra gli indios e i bianchi. In futuro prevedo che sara' lo stesso anche all'interno degli stessi indios, tra gli Aymara e le altre etnie, gia' si vedono le prime avvisaglie. Voglio che il mondo sappia che a La Paz c'e' un controllo fascista, non c'e' liberta' di espressione. Se oggi dico quello che penso finisco in galera. Quali entita' esterne potrebbero intervenire? Venezuela E dall'altro lato? L'ONU e i caschi blu.

Gli indios sono inferiori?
No, siamo tutti uguali. Il tema e' che gli indigeni voglio tutto per loro. Siamo passati da una dittatura bianca ad una indigena. Non hanno una visione collettiva sociale per via del trauma dello sfruttamento coloniale.

Quale e' l'atteggiamento verso lo straniero?
Evo dice che le imprese devono essere boliviane e gli stranieri lo infastidiscono. Ora se vuoi avere un aiuto governativo conta il colore della pelle. Per quanto riguarda il turista (detto 'cara'=pelato) va bene se porta denaro e poi se ne va...

Nel frattempo compare con andatura zoppicante un signore dai capelli grigi e la bocca storta; Ricardo si alza e con referenza mi presenta il Camerata Alvarez, ex dipendente del ministero della difesa.

Quanto potra' influenzare il tema della droga nella questione politica?
La Coca si coltiva ovunque per via della convenienza rispetto al mais o altre culture. La coca non e' negativa, se usata per uso medicinale e tradizionale. Evo oltre a essere presidente della Bolivia e' presidente de 'los cocaderos' i produttori di coca, e da quando e' presidente la produzione e' aumentata del 5%. Evo si finanzia con la Coca, che viene per lo piu' comprata dal governo del Venezuela, Chavez. La Coca e' il flusso di denaro per Evo, investito nei piani sociali e nella promozione del MASS.

Qual'e' il ruolo dell'esercito?
Con il denaro venezuelano Evo paga l'esercito. L'esercito e' composto dal 99% da compesinos indios, per via di una questione di prestigio sociale e tradizione i contadini desiderano fare il servizio di leva. Evo Morales e' un'ignorante, con la testa che si ritrova non e' in grado di firmare un documento. Garcia Linera, il vicepresidente bianco, e' un ex-terrorista degli anni '80-90, assassino. Per voi e' possibile un golpe militare? Si, per via della nota obbedienza agli ordini dei militari boliviani. Ho lavorato 20 anni nell'esercito e ti posso garantire che se vengono dati degli ordini, il soldato ubbedisce.

lunedì 29 settembre 2008

Bolivia: guerra civile, colpo di stato o normale svolgimento democratico?


Sono in Bolivia da quattro giorni e ho provato a farmi un'idea della situazione politica leggendo dei libri (Historia de Bolivia 2008, Nueva Geografia Economica de Bolivia edicion 2008, Nueva Costitucion Politica del Estado comprata al mercato per 3 Bs) e nella maniera tradizionale, ossia chiedendo alla gente. Come spesso accade e' stato per merito del destino che ho potuto incontrare Mauricio e Maxi e la loro particolarita' mi ha spinto ad intervistarli, con tanto di carta e penna...

Premetto che il mio interesse per la Bolivia e' dovuto al fatto che e' un paese che finalmente sta' provando ad uscire dalla prigionia neocolonialista e la nuova costituzione ne e' la prova. Ecco i principali cambiamenti previsti:

• creare un paese che riconosca e valorizzi le culture e i popoli nativi;
• stabilire il recupero e la redistribuzione della terra;
• recuperare le risorse naturali che sono state privatizzate durante il governo precedente;
• cercare il consenso sul tema dell’autonomia dipartimentale e dei popoli originari;
• approfondire e ampliare i diritti basilari della popolazione;
• garantire la sicurezza alimentare nel territorio;

Ovviamente queste proposte hanno creato reazioni rabbiose in certi ambienti. Statalizzare lo sfruttamento degli idrocarburi, redistribuire le terre, interrompere il narcotraffico sono cambiamenti che vanno a toccare direttamente i poteri forti che cercano tutte le argomentazioni possibili per screditare il presidente leggittimamente eletto.

Mauricio e' un ragazzino di 16 anni, bianco, palestrato, con una giacchetta da motociclista e l'ultimo motorola. Ma Mauricio e' soprattutto un attivista della Union Juvenil Crucenista, il braccio armato del movimento antagonista ad Evo Morales con sede a Santa Cruz. Si tratta di un piccolo gruppo di neonazisti (figli della classe media) che hanno giurato fedelta' alla loro patria; Santa Cruz Provincia Autonoma. Lo ho conosciuto in autobus da Potosi a Sucre e mentre mangiavamo una milanese seduto ad una bancarella del mercado abbiamo affrontato l'argomento. "Non siamo razzisti, tranne che con i Collas", mi spiega che 'collas' e' un termine desprigiativo per indicare gli indios. "Mio cugino e' un dirigente dell' Union e quando mi chiama parliamo in codice, per esempio se mi dice "Urgente 1-2-2" significa che ha bisogno urgentemente di una calibro 22.
La gente e' stufa del capo dei collas".

Quant'e' la percentuale di indios nella provincia di Santa Cruz?
Diciamo che sei su dieci sono indios...

Perche' combattere Evo se nella nuova costituzione prevede una forma di autonomia?
Non la chiede, perche' non gli conviene che Santa Cruz sia autonoma. Sono 9 departamenti se uno si separa, non gli conviene..

Esiste la possibilita' di una guerra civile? Siete armati? Pronti a combattere?
E' possibile se Evo non accetta l'autonomia. Il Comite' (Comite' Civico Cruceno, il movimento politico che gestisce l'Union Juvenil Crucenista) non vuole l'intervento di Chavez.. se Chavez dovesse intervenire avremmo bisogno di un'aiuto esterno...

Da che parte sta' l'esercito?
Con Evo, Perche'? Perche' e' Evo che li paga e sono tutti collas..


Terminiamo l'intervista in cafe' nella piazza principale. Siamo soli eccetto per un signore barbuto chino a scrivere qualcosa su dei foglietti ordinati. Mentre Mauricio va in bagno mi avvicino al barbuto. Si presenta come Maxi, scrittore, intento a terminare un'antologia della letteratura Boliviana del diciannovesimo secolo. Gli chiedo se posso intervistarlo riguardo al tema della Nuova Costituzione e fissiamo un appuntamento per le 17, quando Mauricio avra' gia' preso il Bus per Santa Cruz.

Quando ritorno nel cafe' Maxi e' circondato da ragazzi, i fogli ordinati sul tavolo, e passa un'ora prima che la folla si diradi e riesca a parlargli. Maxi mi parla della situazione e aggiunge altra legna al fuoco.

Il tema della capitale

Nel 1899 c'e' stata la guerra civile in Bolivia, tra Sucre e La Paz. Vinse quest'ultima e divenne capitale, una capitale corrotta. La gente di Sucre vuole che la citta' torni capitale, per una questione economica, storica e di prestigio.

Ma la Nuova Costituzione prevede che Sucre sia la capitale...

Solo la capitale storica, il potere politico rimarrá a La Paz. Per questo motivo Sucre non ha appoggiato l'assemblea costituente e l'anno passato ci sono stati degli scontri, con 3 morti. Tutta Sucre e' contro Evo Morales. La provincia invece e tutta del MASS.

Mi descrivi la situazione nei vari departamenti?

Il departamenti sono 9: quelli andini di Oruro, La Paz e Potosi sono a favore del MASS (partito di Evo Morales). A Cochabamba, Pando e Sucre le citta' sono contrarie, mentre la provincia a favore. Poi ci sono Santa Cruz dove la maggioranza e' contro, ma ci sono delle sacche favorevoli, poi Beni che e' contraria per via del narcotraffico con il Brasile e infine Tarija contraria perche' in questa provincia c'e' il petrolio.


Perche' queste provincie sono contrarie alla Nuova Costituzione se in essa si prevede la loro autonomia?

Si tratta di un altro tipo di autonomia, che riguarda solamente la configurazione indigena (esistono 36 etnie) ma non e' l'autonomia departamentale che chiedono le provincie ribelli.

Esiste la possibilita' di una guerra civile?
No, e' totalmente impossibile per via della storia della Bolivia. La gente non permetterebbe un altra dittatura. E l'Union Juvenil Crucenista? Quelli sono un piccolo gruppo armato. Nella stessa regione di Santa Cruz si e' formato un movimento a favore di Evo che si chiama 'Comite Civico Popular de Santa Cruz'. Sono di piu' e meglio armati e sopratutto sono poveri, e non temono la morte...

Esiste un atteggiamento di superiorita' dei bianchi o meticci verso gli indios?
Esiste, si dice ancora 'indio de mierda', ma molto meno che in passato e accade soprattutto in certe regioni, come Santa Cruz.

Da che parte sta' l'esercito?
L'esercito dice di non stare con Evo, bensi' con l'istituzione democratica. Anche se bisogna dire che Evo ha tagliato due generazioni di generali. Inoltre il ministro della presidenza Ramon de Quintana e' un ex generale. Ci sono presenze exmilitari nel MASS e si puo' dire che l'esercito appoggia il governo..

Per te e' possibile un colpo di stato?
E' assolutamente impossibile, con un 70% della popolazione a favore del presidente...

giovedì 18 settembre 2008

Il punto della situazione


Sono passati due mesi dal mio arrivo nel Nuovo Mondo, facciamo il punto della situazione:

CASA
LINGUA
LAVORO

[CASA] Domenica termina il contratto d'affitto della mia attuale casa o devo confermare a Megalì un'altro mese o cercarmi un posto dove dormire oppure partire. La ricerca di un appartamento si è arenata contro uno scoglio: la pressochè totalità delle agenzie immobiliari richiedono la garanzia di un'altro proprietario di un immobile, residente a Buenos Aires... bisogna quindi trovare una casa con un affitto temporaneo e prezzi in dollari oppure trovare un proprietario che accetti una caparra minima in dollari (es 1000$), o rimanere ancora qui da Magalì... nel dubbio ho deciso di partire domenica e di tornare fra un mese, quando arrivano Daniela e Lula e poi trasferirci tutti insieme da Cri (se conferma la disponibilità) il tempo necessario a conoscerci e lavorare alla preparazione del Musetta e infine a trovare un'altro spazio in condivisione.



[LINGUA] Oggi ho terminato l'ultima lezione di castillano. Diciamo che ora me la cavo molto più dei primi giorni, quando temevo sempre di dover parlare e il solo fatto di comprare della frutta era una dura sfida. Ora invece riesco ad argomentare quanto basta per comunicare... il viaggio in Bolivia mi servirà anche nell'affinare le conoscenze grammaticali che mi ha trasmesso Augus,(e i suggerimenti di Cri). Nei ringraziamenti collettivi non dimentico neanche Tony, che si è aggiunto da poco alla comitiva, a cui devo l'illuminazione di capire di nn soffermarsi sul mezzo (il linguaggio) ma sul fine (la comunicazione) e altre belle discussioni. Fortunatamente c'è un po' di italia a Buenos Aires a rendere tutto più facile.


E l'Italia è presente nel linguaggio comune (lavurà, birra, e tante altre cose); quando è venuto Gonzalo di Saragozza a vedere la stanza lasciata libera da Valerì, mi sono reso conto della differenza di comprensione tra il castillano "puro" e quello di Buenos Aires con inflessioni italianizzanti. Posso affermare che per uno che non parla spagnolo, a Buenos Aires sicuramente bastano due mesi per farsi capire...

[LAVORO] Il problema di incassare il denaro rimane il tema principale che ti permette di andare a comprare la frutta e di pagare l'affitto, linguaggio o non. Per quanto riguarda l'insegnamento rimango con la prospettiva che mi chiamino dalla Cristoforo Colombo per una supplenza (ma il fatto che nn l'abbiano fatto fino ad ora mi deprime) e attendere marzo quando il famigerato insegnante di matematica andrà in pensione...
Poi arrivano i due investimenti che riguardano la prospettiva sociale di creare qualcosa di importante, e insieme la possibilità di guadagnarci quanto basta vivere.

1) Consultorio: il progetto di investimento di 4,000 euro (metà miei metà di Agus) nell'affitto di un trilocale da suddividere in 4 consultori è stata rimandata al primo di febbraio, una data simbolica. La date del compleanno di Agus, che speriamo di festeggiare con l'inaugurazione dell'attività. Diciamo che tutta la documentazione necessaria all'apertura è stata trovata (garanzia inclusa), i soldi sono pronti, ci serve solo di trovare il locale giusto. A Febbraio perchè si trova dopo le vacanze (periodo di valle della clientela) e ci permette di aver tempo per riflettere sui dubbi.

2) Musetta cafè Letterario: il progetto nato dall'idea di Cristina ed Hernan è iniziato tre mesi fa quando è stato affittato il locale, una ex autofficina e sono partiti i lavori di preparazione. Lo stato dei lavori è il seguente; si prevede che la muratura termini in questa settimana, la carpinteria entro due settimane e l'acquisto delle celle frigorifere e tutto il necessario nelle settimane successive fino all'apertura prevista per il primo di novembre.



Alla luce di tutto questo parto per la Bolivia con l'idea di stare in giro un mese e tornare quando arriveranno Daniela e Lula giusto in tempo per dipingere la facciata del musetta!! e preparare le decorazioni !!!


PS Ho provato a registrare le spese nelle ultime tre settimane e estendendo la spesa al mese mi sono reso conto che con 2500$ (==550 euro) si può vivere, con affitto (900$) cibo ed extra. Conto di spendere lo stesso in un mese nel Jujuy e in Bolivia, dove conoscerò finalmente la millenaria cultura andina.

venerdì 22 agosto 2008

La geografia di Buenos Aires

Buenos Aires è un po' come l'Italia. Al nord trovi il barrio Belgrano pieno di villette e palazzi con ingresso in marmo, al sud i quartieri popolari di La Boca e Barracas dove trovi le vecchiette sedute in strada, intente a fare la maglia. Lo spartiacque di questi due mondi è l'Avenida Rivadavia che taglia in due la città e che termina nella Plaza de Mayo, sede del governo (la casa rosada) e nel microcentro, la city dove si trovano le banche, la borsa e tutti i palazzi governativi con il corollario di ventiquattrore.


Io vivo nel quartiere ebraico di Balvanera, detto anche Once, per via dell'omonima stazione dei treni. Il quartiere è decisamente decadente e non proprio sicuro, anche se è perfettamente collegato con tutta la città grazie ai colectivos e alla subde che in Rivadavia ha tutte le fermate della A, la linea più antica.

Oggi è stata una bellissima giornata con il cielo azzurro e una temperatura piacevole, da felpa per intenderci. Sono stato a Palermo il quartiere residenziale dove mi sono fermato a completare gli esercizi di spagnolo seduto in un caffè. Poi sono ridisceso verso Rivadavia attraversando Villa Crespo, un quartiere con una massiccia presenza di case coloniali, strade ampie costeggiate da alberi, ristorantini economici, librerie e negozietti di artigianato. Bella Villa Crespo.

lunedì 18 agosto 2008

Tigre, una venezia per i portenos



Tigre sorge sul delta del Paraná ed è un sito turistico importante soprattutto per i portenos, i cittadini di Buenos Aires. Impossibile non pensare a Venezia quando ci si siede su una lancia per una qualche destinazione nell'intricato sistema fluviale, costellato da porticcioli che portano alle cabanas, le abitazioni tradizionali. Una bella giornata trascorsa in compagnia di Augustina, che pazientemente si stà preoccupando di insegnarmi lo spagnolo. Anche a Tigre abbiamo fatto lezione, con il canale lì, a pochi metri, tra un caffè ristretto e un limoncello. ciao Tigre.