venerdì 22 agosto 2008

La geografia di Buenos Aires

Buenos Aires è un po' come l'Italia. Al nord trovi il barrio Belgrano pieno di villette e palazzi con ingresso in marmo, al sud i quartieri popolari di La Boca e Barracas dove trovi le vecchiette sedute in strada, intente a fare la maglia. Lo spartiacque di questi due mondi è l'Avenida Rivadavia che taglia in due la città e che termina nella Plaza de Mayo, sede del governo (la casa rosada) e nel microcentro, la city dove si trovano le banche, la borsa e tutti i palazzi governativi con il corollario di ventiquattrore.


Io vivo nel quartiere ebraico di Balvanera, detto anche Once, per via dell'omonima stazione dei treni. Il quartiere è decisamente decadente e non proprio sicuro, anche se è perfettamente collegato con tutta la città grazie ai colectivos e alla subde che in Rivadavia ha tutte le fermate della A, la linea più antica.

Oggi è stata una bellissima giornata con il cielo azzurro e una temperatura piacevole, da felpa per intenderci. Sono stato a Palermo il quartiere residenziale dove mi sono fermato a completare gli esercizi di spagnolo seduto in un caffè. Poi sono ridisceso verso Rivadavia attraversando Villa Crespo, un quartiere con una massiccia presenza di case coloniali, strade ampie costeggiate da alberi, ristorantini economici, librerie e negozietti di artigianato. Bella Villa Crespo.

lunedì 18 agosto 2008

Tigre, una venezia per i portenos



Tigre sorge sul delta del Paraná ed è un sito turistico importante soprattutto per i portenos, i cittadini di Buenos Aires. Impossibile non pensare a Venezia quando ci si siede su una lancia per una qualche destinazione nell'intricato sistema fluviale, costellato da porticcioli che portano alle cabanas, le abitazioni tradizionali. Una bella giornata trascorsa in compagnia di Augustina, che pazientemente si stà preoccupando di insegnarmi lo spagnolo. Anche a Tigre abbiamo fatto lezione, con il canale lì, a pochi metri, tra un caffè ristretto e un limoncello. ciao Tigre.

martedì 12 agosto 2008

Rosario



Viaggiare è come partecipare ad un film da attori protagonisti, che bello è stato riprendere a viaggiare. Appena ho messo piede nella città di Rosario (così si può definire il marciapiede poco fuori la stazione degli Omnibus) ho percepito un distacco dal posto caotico che avevo da poco lasciato. La gente passeggiava serena, il traffico era scorrevole e i prati sembravano più verdi e puliti. Rosario non è neanche la capitale dello stato di Santa Fe, è semplicemente la città più popolosa, che diede i natali ad Ernesto Guevara della Serna. La gente è timida e curiosa, un po' come il lungofiume che costeggia per kilometri il Rio Paranà, senza mai toccarlo e termina nel "Monumento a la Bandera", simbolo nazionalista mastodontico, che non mi è tanto piaciuto forse perchè in Italia se ne vedono troppi. Invece a qualche decina di metri, in una piazzetta ai piedi di enormi grattacieli giace una piccola statua, che Rosario mi dedica: il monumento all'immigrato.

sabato 9 agosto 2008

La Boca e Quinquela Martìn


La Boca è l'antico quartiere operaio dove ad inizio secolo sorsero un gran numero di stabilimenti industriali e magazzini per la carne. Oggi è in parte una zona turistica dove si fermano pullman carici di turisti affamati di immagini pittoresche e in parte un quartiere popolare nelle cui vie i turisti è meglio che non si inoltrino. Esiste un confine virtuale, oltre al "caminito", che non bisogna percorrere. Io sono stato di parola, per questa volta e mi sono limitato ad una passeggiata e alla visita del Museo PROA dove sono esposti i quadri del mitico Benito Quinqueda Martin, artista popolare ed eroe nazionale. Mi ci ha portato Magallì, così appassionata per quei quadri, al punto da contagiami. Adesso mi chiedo come sia possibile che non sia famoso in Italia. Ma in fondo nel belpaese non si sa proprio nulla dell'Argentina, anche se qui hanno vissuto e vivono "un monton" di italiani.

Quinquela fu il pittore della Boca, nei suoi dipinti rappresentò momenti della vita quotidiana, lo scarico delle navi, le fornaci degli stabilimenti, e quando diventò famoso, quando i ricchi borghesi si fecero vivi per comprargli i quadri lui a malinquore accettò il loro denaro sporco del sudore della gente e lo donò a quella stessa gente con cui viveva e che rappresentava nei dipinti.

martedì 5 agosto 2008

Pedime sangre, pero no monedas


"Prendimi il sangue, pero' non le monete" o più semplicemente "No hay moneda", i negozi di Buenos Aires sono tappezzati di queste scritte, è la crisi della moneta. La cosa mi ha stupito e ho deciso di indagare chiedendo ad un kiosquero, un negoziante dei Kiosk, i numerosi tabacchini che vendono di tutto. La risposta è stata: costa meno fonderle. A Buenos Aires spariscono i pomelli di ottone (come per i portoni della mia calle) e le monete dalla circolazione, e il problema è per i Collectivos, gli autobus pubblici su cui puoi viaggiare solo inserendo 90 centavos nell'apposita macchinetta. E' la crisi della moneta.

venerdì 1 agosto 2008

Il punto della situazione

Insomma, sono passate più di due settimane dal mio arrivo ed è il momento di appoggiare il mate e fare il punto della situazione. Vediamo come siamo messi con i tre obiettivi principali:

CASA
LINGUA
LAVORO

Trovare casa: Le prime tre notti le ho passate in una camerata dell'ostello Sandanzas nel quartiere turistico di San Telmo. Li ho avuto occasione di conoscere parecchie persone (Ena, Laercio, Emily..) tra cui Tomas, uno dei proprietari che mi ha trovato questa stanza. Si tratta di un appartamento in condivisione con altre due persone nel barrio Balvanera. Pago 900 pesos, ossia 180 euro al mese per due mesi (fino al 20 di settembre), spese e wi-fi incluso. Allo stesso prezzo potrei trovare un bilocale, ma per l'inizio va bene così. La proprietaria è Magallì fantastica comunista cilena, scappata da Santiago nei giorni seguenti al colpo di stato di Pinochè.


Imparare la lingua: sono arrivato che sapevo dire hola e adios, adesso so dire borracho, fruttija, bandoneon e qualche altro termine. Fortunatamente tutti in qualche modo mi intendono e io lo stesso con loro. Apprendimento lento.

Trovare lavoro: ne riparliamo lunedì.