
Viaggiare è come partecipare ad un film da attori protagonisti, che bello è stato riprendere a viaggiare. Appena ho messo piede nella città di Rosario (così si può definire il marciapiede poco fuori la stazione degli Omnibus) ho percepito un distacco dal posto caotico che avevo da poco lasciato. La gente passeggiava serena, il traffico era scorrevole e i prati sembravano più verdi e puliti. Rosario non è neanche la capitale dello stato di Santa Fe, è semplicemente la città più popolosa, che diede i natali ad Ernesto Guevara della Serna. La gente è timida e curiosa, un po' come il lungofiume che costeggia per kilometri il Rio Paranà, senza mai toccarlo e termina nel "Monumento a la Bandera", simbolo nazionalista mastodontico, che non mi è tanto piaciuto forse perchè in Italia se ne vedono troppi. Invece a qualche decina di metri, in una piazzetta ai piedi di enormi grattacieli giace una piccola statua, che Rosario mi dedica: il monumento all'immigrato.
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